Castellonchio, Pagazzano e la Val Grontone


La via Francigena tra Cassio e Fornovo si sovrappone in alcuni tratti alla statale della Cisa, realizzata nell'Ottocento e ancora punteggiata da imponenti case cantoniere, alcune delle quali recuperate a ostello per i pellegrini. La strada, caratterizzata da curve che seguono il verde crinale tra la Val Taro e la Val Baganza, è perfetta per chi ama i tragitti con poco traffico. L'itinerario che si suggerisce è un'ottima occasione per scoprire borghi di impianto medievale e tracce di una viabilità più recente, che per decenni ha plasmato il principale asse di comunicazione tra Fornovo a la Liguria.
Il primo paese che si incontra sulla statle è Castellonchio, con le sue case in sasso e le coperture in arenaria. Prima di Castellonchio, merita una deviazione il paese di Pagazzano e la Val Grontone dove, tra il silenzio dei suoi boschi, ha trovato ospitalità anche un monastero zen.
La Via Francigena prosegue nel Comune di Terenzo, attraversando Cassio, i piccoli centri di Casola e Corniana, per giungere a Bardone e quindi a Fornovo; in ambedue le chiese sono collocate sculture romaniche di scuola antelamica.



 Castellonchio

L'abitato deve il suo nome al castello che, nel XII secolo, il Comune di Parma pose a controllo del passaggio verso la Lunigiana. Due ali di edifici strettamente addossati si ergono ai lati della strada selciata che risale il pendio; tra di essi alcune antiche case in sasso con copertura in lastre di arenaria. Maestà e icone votive, antica forma di espressione della religiosità degli abitanti, sono distribuite sulle facciate di numerose abitazioni.
 Cavazzola

Da questo piccolo nucleo di case lungo la strada della Cisa, si stacca un vecchio sentiero a mezza costa che offre un'interessante e inconsueta visuale sulla Val Baganza e sui paesi di Casaselvatica e Fugazzolo; lungo il cammino si trovano antichi nuclei rurali, ora abbandonati, ma di elevatissimo interesse architettonico, come Carpignano, Rio Maggio, Case Santi, la Guzzadora.
 Pagazzano

Il paese, di origini antichissime, documentate fin da prima dell'anno Mille, si presenta nella spontaneità delle sue case contadine, con rampe in pietra che conducono ad un ingresso sopraelevato. La chiesa di S. Maria Assunta, nonostante i numerosi rifacimenti, mostra alcuni antichi elementi architettonici, come le pietre squadrate reimpiegate nell'abside, del precedente edificio medievale. Avvicinandosi al paese si incontra l'oratorio di S. Rocco risalente al XV secolo.
 Casa Alvara

Non lontano da Pagazzano si trova Casa Alvara, bell'esempio di architettura quattrocentesca, forse un antico convento.
Alcuni elementi, come l'arco del portale centrale e il loggiato, appaiono particolarmente raffinati. Caratteristica è l'antica torre con un unico spiovente.
 La Val Grontone

La Val Grontone si caratterizza per la presenza di numerose aziende agricole che si dividono un territorio tra i più fertili del Comune. Abbandonate in passato a causa dello spopolamento delle montagne, queste aziende sono state a poco a poco riattivate con metodi di agricoltura biologica e attività di turismo naturalistico.
In questa valle è nato il famoso scrittore Luigi Malerba che, in alcuni suoi libri, ha narrato storie, luoghi e memorie dell'Appennino.
 La fontana di Maria Luigia

Da località Case Gervella, lungo un sentiero tra querce e rocerelle, si incontra l'antica fontana di Maria Luigia, recentemente restaurata.
 La Val Grontone e lo Zen

Nell'ampia Val Grontone ha trovato sede anche un monastero Zen.
L'eremo Buddista Zen "Sanbo-Ji", che significa "Tempio dei tre Gioielli" (ossia il Buddha, il Dharma e il Sangha) è un luogo residenziale di pratica Zen, situato all'interno di una corte rurale.




Osservando cervi e caprioli

L'elevata naturalità della Val Grontone permette alle popolazioni di cervi e caprioli di colonizzare numerosi le campagne ed i boschi. All'imbrunire, in particolare tra i pascoli di costa Capretta, lungo la strada per Pietramogola, non è difficile avvistare alcuni esemplari.





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