L'Alta Val Baganza


Nei suoli silicei dell'Alta Val Baganza, prospera, sotto i 900 metri di altezza, il castagno, pianta che predilige appunto i terreni acidi. Salendo, i boschi si caratterizzano per la presenzadi numerosi cerri e carpini, aceri e pruni che, dopo i 1000 metri, lasciano il posto ai faggi, la specie più diffusa nell'Alto Appennino.
Sotto le piccole foglie oveli del faggio, che lasciano filtrare pochissima luce, crescono piante che amano l'ombra, come l'agrifoglio o l'erba lucciola. Il frutto del faggio, la faggiola, particolarmente amata dai cinghiali e dalle ghiandaie, è stata usata in passato anche dall'uomo, per ricavarne olio.
Si possono osservare questi ambienti naturali scendendo dal Poggio a valle in automobile, lungo la strada provinciale per Calestano, passando per Fugazzolo, oppure risalendo a piedi l'Alta Val Baganza fino al crinale, lungo i sentieri segnati dal Club Alpino Italiano. Le passeggiate e i trekking che risalgono il Baganza, sconfinano con il Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano e con il Parco Regionale dei Cento Laghi.



 La GEA e il sentiero 00

La Grande Escursione Appenninica (GEA), il panoramico itinerario che attraversa oltre 400 Km di dorsale appenninica tra Emilia-Romagna e Toscana, nel tratto parmense si sovrappone al sentiero 00 del CAI. La GEA lambisce anche il territorio bercetese dal Groppo del Vescovo, dove nelle giornate limpide la vista spazia verso l'Orsaro e il Marmagna, fino al Groppo delle Pietre, dove si incrocia con il sentiero 835 che arriva dalla Val Manubiola.
Si raggiunge la GEA da Berceto scendendo verso la strada al Seminario, percorrendo un tratto di via Francigena, oppure dal Tugo, raggiungibile in auto. Da qui parte il sentiero 733 del CAI, che conduce al Monte Valoria (m. 1229) attraverso tratti boschivi e prati con piante di mirtilli.
 I pendii tra il Passo Cisa e il Monte Valoria

Qui il paesaggio è caratterizzato da ondulate pendici dove si alternano faggete e praterie, arbusteti e luoghi umidi; le zone più elevate, aperte, ariose e panoramiche, sono adatte alle osservazioni del paesaggio e al birdwatching.
 Le sorgenti del Baganza

Le sorgenti del Baganza, raggiungibili attraverso il sentiero 733A del CAI, sono nascoste tra i boschi di crinale. Nel fondo dell'impluvio del Monte Valoria e del Groppo del Vescovo, si trova la sorgente principale che dà origine al torrente. Tra il Rio Baganzolo e Case Rombecco i luoghi sono solitari e suggestivi, con una notevole diversità ambientale; si notano affioramenti di rocce granitiche con tipici minerali e begli esemplari arborei e arbustivi.
Questi ambienti sono popolati da una flora variata e ricca, tra cui spiccano l'acquilegia scura, il giglio rosso e martagone e varie specie di orchidee. Si possono osservare diverse specie di fauna, in particolare sparvieri, astori, poiane, gheppi, e talvolta l'acquila reale.
 Il lago Bozzo

Il Lago Bozzo (o Lago d'Achille) è uno specchio lacustre artificiale, dotato di un buon grado di naturalità, con zone umide circostanti, situato in una piccola solitaria conca boscosa tra i Groppi Rossi e il vallone del Torrente Baganza. Raggiungere il lago rappresenta una bella passeggiata, da compiere in 1 ora e mezzo circa di cammino lungo il sentiero 731 del CAI. Il percorso risale la Val Baganza lungo il versante orientale del Monte Cavallo, contornato da scoscesi affioramenti argillosi e calcarei, per giungere, attraverso i boschi di cerri e faggi, prati e radure, al lago, punto di confine del Parco Nazionale.
 Il Monte Cavallo

Il nome del monte sembra derivato dal suo profilo, simile al dorso del cavallo. Dalla sua cima, attraverso boschi di conifere impiantati nel secondo dopoguerra, si può scendere fino alla fonte di San Moderanno, dove era presente uno stabilimento, ora abbandonato, per l'imbottigliamento dell'acqua minerale. Sulla cima del monte, si trova ancora una fontana con acqua sorgiva.
 Scendendo a valle

Oltrepassato il ponte sul Baganza, il paesaggio è dominato dai boschi misti di passaggio tra la quercia e il faggio. Lungo le pendici del Monte Cervellino, dal basso vereso la cima, si trovano nocciolo, maggiociondolo, orniello, acero, sorbo montano e degli uccellatori. Ai piedi del monte è situato il piccolo borgo di Fugazzolo.
 Fugazzolo

Sulla destra idrografice della Val Baganza, la frazione di Fugazzolo si divide in due nuclei. Nella parte inferiore del paese, tipico esempio di borgo agricolo di alta collina, troviamo edifici in pietra dai portali cinquecenteschi e l'oratorio di Sant'Eurosia, degli inizi del XIX secolo.
Nelle vicinanze, il cosiddetto ponte Romano, in realtà di epoca rinascimentale, attraversa il Baganza e conduce ad antiche costruzioni rurali. Tra queste è situato un vecchio mulino ad acqua che conserva la caratteristica ruota in legno. Nel nucleo superiore, la chiesa di San Ciriaco, le cui origini medioevali sono testimoniate da una lunetta romanica, si presenta oggi nella struttura riedificata nel 1789.



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