La media Val Baganza


E' caratterizzata da boschi di castagni e faggi, ma soprattutto da un particolare affioramento geologico detto i "Salti del diavolo", che attraversa perpendicolarmente il torrente Baganza. Visibili dalla località le Chiastre, così come sull'altra sponda da Cassio, si stagliano verso l'alto con forme aguzze, torri e picchi, in netto contrasto son i dolci pendii circostanti.
Le particolari conformazioni rocciose devono il loro nome alla leggenda che racconta di un eremita tentato dal diavolo, che oppose al demonio una croce miracolosa ricevuta in dono dalla madre in punto di morte. Alla vista della croce il demonio fuggì precipitosamente, impantanandosi nel Baganza e facendo assumere al paesaggio l'attuale aspetto.
I "Salti del diavolo" sono una formazione arenaceo conglomeratica che attraverssa da un versante all'altro, per circa 5 chilometri, il torrente Baganza. Per la loro maggior resistenza all'erosione rispetto ai rilievi circostanti, i "Salti" hanno assunto l'aspetto di una muraglia rocciosa, dal profilo frastagliato e punteggiato da guglie e scoscesi dirupi.



 Casaselvatica

Casaselvatica è composta da quattro frazioni disposte su un dolce pianoro dominato dal Monte Scarabello (m. 1341), che delimita insieme al Cervellino (m. 1493) e al Polo (m. 1425), il fianco sinistro dell'Alta Val Baganza.
L'antichissima origine è testimoniata dal ritrovamento in una sepoltura a inumazione di un pregiato elmo in bronzo, dell'età del ferro, conservato al Museo Archeologico Nazionale a Parma. casaselvatica ospita la Chiesa di S. Giacomo, la cui attuale struttura ad un'unica navata risale al 1867, anche se già nel 1230 è testimoniata l'esistenza di un edificio sacro.
 Località La Costa

Merita sicuramente una visita il gruppo rustico di Casa Stefani, in località La Costa, situato appena dopo il paese verso valle. Si tratta di una corte, composta da case rurali con elementi architettonici di bella fattura. Alla corte si accede attraverso un portale, datato 1755, con stipiti a cornice e un architrave includente una sacra icona in marmo bianco, sovrastato da decorazioni a volute.
In questa località vi era, intorno al 1830, una cava di calcare cenerino utilizzata come pietra d'ornamento. Con questa pietra è probabile che, oltre ai portali della zona, siano state realizzate anche le colonne del palazzo ducale di Parma.
 I pendii verso il torrente Baganza

Il versante sotto il paese è caratterizzato da selvatiche e solitarie aree argillose sulle quali spicca l'antichissima frana di Casaselvatica. Il paesaggio, con macchie, arbusti e zone aperte, è ideale per il birdwatching. Il torrente solca profondamente la valle, presentando scarpate, ghiaie e boschi ripariali con diverse varietà di salici.
 Il Monte Scarabello e il Monte Cervellino

Dalla località Piazza di Casaselvatica, molto interessante dal punto di vista naturalistico, è la salita ai Monti Scarabello, Spreia e Cervellino, attraverso i sentieri 29 e 741 del CAI.
Sul monte Scarabello, dove un tempo erano diffusi i faggeti, oggi si trovano noccioli e carpanelle e, tra le rupi di serpentino, eriche e diverse specie di piante grasse. Al limite del bosco e nei prati fioriscono l'acquilegia astrata, la peonia officinalis, i gigli rossi e martagone, la genziana, la verbena e l'orchidea dei pascoli.
Sul monte Cervellino boschi di rovere e carpini si alternano a prati, mentre la sommità è ricoperta da faggete.
 Tra pecore e aquile

Fino a pochi decenni fa, il monte Scarabello era meta di greggi, provenienti dalla maremma, che dall'estate all'autunno pascolavano nelle sue praterie.
Una voce popolare, raccolta dal Capitano Boccia quando nel 1804 visitò le montagne del ducato parmense, ricorda che grandi aquile nidificavano nelle rupi poco lontano dal paese, depredando talvolta gli armenti che pascolavano.
Oggi l'aquila reale è il rapace più raro della provincia di Parma. Più facile nella zona è vedere la poiana, il gheppio e il lodolaio, che sfruttano le correnti ascensionali lanciandosi in lunghe planate.
 Lupi, cinghiali e caprioli

Il cinghiale e il capriolo sono gli animali più diffusi nelle nostre montagne. Il primo predilige i boschi di latifoglie, ma si spinge anche nei coltivi, il capriolo invece ama i boschi ad alto fusto con sottobosco ed è diffuso nella zona collinare e montana della Val Baganza. L'aumento numerico di queste specie ha attirato nuovamente il lupo. Sterminato negli anni Cinquanta, la sua presenza cerca oggi un nuovo equilibrio con il suo principale predatore, l'uomo.
Nei vari ambienti naturali che si alternano lungo la valle, vivono anche piccoli animali, visibili soprattutto all'imbrunire: volpi, tassi, ghiri, lepri, scoiattoli e ricci.

Vedi anche la pagina su flora e fauna della zona.

I prodotti tipici: il Parmigiano-Reggiano

E' in assoluto uno dei formaggi più prelibati, classificto come D.O.P., prodotto artigianalmente con due soli ingredienti: il latte e il caglio, secondo un rigido disciplinare. Il latte, che proviene da vacche alimentate solo con foraggio della zona, è lavorato con una cura che deriva da otto secoli di produzione. La stagionatura va dai 12 ai 24 o 36 mesi. A Casaselvatica si trova il Caseificio Sociale che lavora il latte raccolto nel bercetese. Il suo formaggio ha vinto, nel 2002, le olimpiadi del formaggio di montagna.







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